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Basarabidi
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I mwbqBasarabi (o Balsarabi) furono la casa reale che creò il mwbgprincipato di Valacchia, garantendo al paese la sua prima stirpe di governanti.

Il nome deriva dal mwcaturco-cumano/mwcqkipchaki e potrebbe essere interpretato come "re padri" (in mwcgcumano mwcwbasar significa "regnare" e mwdaaba "padre"), etimologia analoga a quella di mwdqBessarabia.

La dinastia fu strettamente legata ai mwdwMușatini di mweaMoldavia. mweqBasarab I di Valacchia (mweg1310-mwew1352), fondatore della dinastia e dello stato valacco, si emancipò dal mwfaRegno d'Ungheria, divenendone solo nominalmente mwfqvassallo. Dopo il regno del nipote di Basarab, mwfgRadu I di Valacchia (...-1383), la dinastia si scisse in due rami, i mwfwDrăculești e i mwgaDănești, che si contesero il trono valacco tra mwgqXV e mwggXVI secolo. Nel mwgwXVII secolo anche i mwhamwhqvoivoda della famiglia mwhgCraiovești accamparono una discendenza dalla schiatta dei Basarabidi: mwhwBasarab V Neagoe, Matei Basarab, Constantin Șerban ecc.

Il membro più noto della dinastia è certamente mwiwVlad l'Impalatore, ma la storiografia rumena attribuisce notevole importanza anche al nonno, mwjaMircea il Vecchio. Gli ultimi Basarabi furono mwjqMosè di Valacchia (morto nel mwjg1530) per i Dănești e mwjwMihnea III di Valacchia (morto nel mwka1660) per i Drăculești.

Contents

Storia
Note
Fonti
Studi

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Storia

La dinastia dei mwrqBasarabidi venne fondata da mwrgBasarab I di Valacchia (mwrw1310-mwsa1352), il primo mwsqmwsgvoivoda (mwswprincipe) indipendente di mwtaValacchia, che approfittò del caos creato nel mwtqRegno d'Ungheria dall'estinzione della dinastia sovrana degli mwtgArpadi per emanciparsi dal controllo del sovrano ungheresecite-ref-1[1]. Nel mwuw1330 Basarab occupò la regione dell'mwvaOltenia, estendendo cioè i confini del suo regno fino al mwvqDanubio, e riportò poi una netta vittoria contro il re mwvgCarlo Roberto d'Angiò nella Battaglia di Posadacite-ref-2[2].

L'erede di Basarab, mwxqNicolae Alexandru (regno mwxg1352-mwxw1364), rafforzò la posizione del regno ottenendo dal mwyapatriarca di Costantinopoli la creazione di una sede ecclesiastica mwyqortodossa indipendente in Valacchia (1359), emancipandosi dalla chiesa mwygcattolica ungherese mentre il re mwywLuigi I d'Ungheria era impegnato nel conflitto contro la mwzaRepubblica di Venezia (1356-1358)cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]. Il terzo principe della dinastia, mwbqVladislav I di Valacchia (regno 1364-1377), fu invece costretto a riallacciare stabili contatti con gli ungheresi per preservare la propria autonomia dall'ingerenza dei mwbgBulgari dello mwbwmwcazar mwcqIvan Alessandrocite-ref-5[5].

Al tempo del regno di mwdwRadu I di Valacchia (mwea1377-mweq1383), la dinastia dei Basarabidi si scisse in due tronconi. Dal figlio primogenito mwegDan I di Valacchia, morto (probabilmente assassinatocite-ref-6[6]) mentre combatteva i bulgari dello mwfwzar mwgaIvan Šišman nel mwgq1386, originarono i mwggDănești filo-ungheresi, mentre dal secondogenito mwgwMircea cel Bătrân (Mircea "il Vecchio") si originò la stirpe dei mwhaDrăculești anti-ungheresicite-ref-7[7].

Il mwigvoivoda Mircea cel Bătrân regnò per 32 anni (mwiw1386-mwja1418). Irrobustì le basi di potere della dinastia, promuovendo il commercio lungo i valichi della mwjqTransilvania, rafforzando i confini con l'erigenda di numerose fortezze (fond. la costruzione del castello di mwjgGiurgiucite-ref-8[8]) e spostando il centro di potere dalla rocca montana di mwkwPoenari alla città di mwlaTârgoviște, ove fece costruire il palazzo noto come mwlqCurtea Domnească.
Mircea osteggiò apertamente il crescente potere dell'mwlwImpero ottomano nei mwmaCarpazi, appoggiando la mwmqCrociata di Nicopoli (mwmg1396) e contendendo al mwmwsultano mwnaMaometto I il controllo sulla mwnqDobrugia. Alla fine del suo regno (1417) raffreddò il conflitto con gli ottomani accettando di fare della Valacchia uno stato tributario del sultano in cambio del libero transito delle merci e degli uomini nelle terre controllate dai turchi.

Scomparso Mircea, la contesa tra Dănești e Drăculești precipitò la Valacchia nel caos, mentre l'mwnwimpero bizantino veniva sistematicamente schiacciato dalla potenza ottomana ed il regno d'Ungheria veniva conteso tra mwoaAsburgo, mwoqJagelloni ed mwogHunyadi.

Dopo le alterne fortune dei mwpavoivoda mwpqDan II di Valacchia (1420-1431) e mwpgVlad II Dracul (1436-1447), fu mwpwVlad Țepeș (il Dracula di mwqaBram Stoker) l'unico discendente di Basarab, dopo mwqqMircea il Vecchio, a divenire una seria minaccia al potere degli ottomani ormai padroni di Costantinopoli. Proprio contro Vlad III, il sultano mwqgMaometto II guidò una spedizione punitiva nel 1462, costringendo il Drăculești a rifugiarsi in Transilvania mentre sul trono veniva posto suo fratello mwqwRadu cel Frumos.

La scomparsa di Vlad III, imprigionato per ordine del re d'Ungheria mwrqMattia Corvino, aprì una nuova fase di caos nella storia dei Basarabidi. Mentre i Dănești mwrgBasarab III Laiotă cel Bătrân e Basarab IV Ţepeluș cel Tânăr fallivano l'ultimo concreto tentativo della loro stirpe di insediarsi quali ufficiali regnanti valacchi, la contesa tra i figli legittimi ed illegittimi di mwsaRadu cel Mare (1495-1508) giocava a favore del sultano mwsqSolimano il Magnifico (1520-1566), impegnato a contendere il controllo dell'Ungheria e dell'Europa orientale agli Asburgo (v. mwsgPiccola guerra in Ungheria).

Si affermava nel frattempo una nuova schiatta di principi, i mwtaCraiovești d'mwtqOltenia che, accampando una discendenza da Basarab Icite-ref-9[9], arrivarono al trono con mwugBasarab V Neagoe (mwuw1512-mwva1521) spodestando il Drăculești mwvqVlad cel Tânăr (...-1512) e provocando poi la caduta del capace mwvgvoivoda anti-turco mwvwRadu V de la Afumați, assassinato nel mwwa1529.

Durante la seconda metà del mwwgXVI secolo la continua contesa tra le tre schiatte dei Basarabidi (Drăculești, Dănești e Craiovești), peggiorate da una crescente ingerenza della mwwwMoldavia negli affari valacchi, permise ai turchi di rafforzare la loro presa sui mwxaPrincipati danubiani, mentre gli Asburgo, conformemente al mwxqTrattato di Gran Varadino (mwxg1551) prendevano possesso di ciò che restava del regno d'Ungheria.

Nel mwya1593 il sultano mwyqMurad III riconobbe la sovranità sulla Valacchia a mwygMichele il Coraggioso (...-1601), discendente del Drăculești Radu cel Mare. Michele si alleò con l'imperatore mwywRodolfo II d'Asburgo e combatté nella mwzaLunga Guerra che cercò di ridisegnare gli equilibri di forze tra l'Occidente cristiano e la mwzqSublime porta. Nel mwzg1600, grazie all'intrigo ed alle sue doti di comandante militare, Michele riunì sotto il suo scettro le corone di Valacchia, Transilvania e Moldavia: i tre principati che sarebbero poi confluiti nell'attuale mwzwRomania. Divenuto troppo potente, Michele venne assassinato per ordine degli Asburgo nel mw0a1601.

Scomparsi i Dănești con il mw0gvoivoda mw0wMosè di Valacchia (sparito dalle cronache a partire dal mw1a1530), la linea diretta dei Basarabidi si estinse con l'ultimo Drăculești, mw1qMihnea III di Valacchia (...-1660), discendente diretto di Vlad Țepeș, mw1gvoivoda di Valacchia e di Moldavia.

Per via indiretta, tramite la schiatta dei Craiovești-Brâncovenești, il nome di Basarab sopravvisse fino al mw2aXVIII secolo con il mw2qvoivoda mw2gConstantin Brâncoveanu (1688–1714).

Toponomastica

L'importanza della stirpe di Basarab nella storia dei mw4gCarpazi e dell'Europa orientale in generale è ben testimoniata dalla fitta mw4wtoponomastica legata al nome del primo voivoda valacco:

• mw5gBessarabia (regione divisa tra la Moldavia e l'mw5wUcraina)
• mw6qBasarabi (città rumena)
• mw6wBasarabeasca (città moldava)
• Basarbovo (città bulgara)

Note

cite-note-11. Holban, Maria (1981), mw9aContribuții la studiul raporturilor dintre Țara Românească și Ungaria Angevină (problema stăpânirii efective a Severinului și a suzeranității în legătură cu drumul Brăilii), in mw9qDin cronica relațiilor româno-ungare în secolele XIII-XIV, mw9gBucarest, p. 126 e s.
cite-note-22. I documenti che funsero da preambolo alla Battaglia di Posada sono citati in Vasary I. (2005), mw-wCumans and Tatars, mw-aCambridge University Press, p. 150.
cite-note-33. Giurescu, Constantin C. [e] Dinu C. (1976), mwaqaIstoria Romanilormwaqe : volume II (1352-1606), Bucarest, pp. 22-25
cite-note-44. mwaquIorga, Nicolae (1937), mwaqyHistoire des Roumainsmwaqc : volume IV, Les chevaliers, Bucarest, pp. 224-240.
cite-note-55. Giurescu (1976), pp. 25-30
cite-note-66. Bogdan, Ioan (1968), mwaq4Contribuții la istoriografia bulgară și sârbă, in mwaq8Scrieri alese, Bucarest, p. 266.
cite-note-77. mwarmPapa Pio II, mwarqHistoria rerum ubique gestarum locorum descriptio, ed. Helmstedt, 1609, p. 229: Ai nostri giorni esistono due fazioni presso i mwaruValacchi: i Dan e i Dracula. Questi ultimi, essendo più deboli e vedendosi continuamente perseguitati in tutti i modi dai Dan, chiesero soccorso ai Turchi e con il loro aiuto militare schiacciarono i Dan e li annientarono quasi del tutto. I Dan si avvalsero dell'aiuto di mwaryGiovanni Hunyadi che al tempo regnava sugli Ungheresi; costui, però, non restituì loro i beni ma tenne per sé la gloria e la ricchezza. E, dopo aver strappato le terre dei Dan al dominio dei Turchi, le occupò e le serbò per sé e per i suoi successori come possesso perpetuo.
cite-note-88. Iorga, Nicolae (1927), mwaroCronica lui Wavrin si Rominii, in mwarsBuletinul Comisiei Istorice a Rominiei, VI, pp. 126-127 e 132: relativamente ai costi per l'erigenda delle fortezze lungo il Danubio, molto interessante ricordare quanto il figlio e successore di Mircea, mwarwVlad II Dracul, soleva ricordare dell'erigenda di Giurgiu: "non c'era pietra di quel castello che non fosse costata a suo padre una pietra di sale."
cite-note-99. È dato per certo un legame di natura quanto meno politica, se non familiare, tra i Craiovești ed i Dănești. Neagoe di mwasaStrehaia fu infatti uno dei protetti del mwasevoivoda mwasiVladislav II di Valacchia nonché l'esecutore materiale delle sue esequie dopo che il Dănești era stato assassinato da uomini di mwasmVlad l'Impalatore nel mwasq1456. La lapide poi posta dai discendenti di Neagoe sulla tomba del voivoda Vladislav costituisce una delle principali fonti di informazioni per la storia della dinastia. Cit. in Cazacu, pp. 93-94 e 195

Bibliografia

Fonti

• mwaskLaonico Calcondila, mwasoExpuneri historische, Historiarum demonstrationes, ed. V. Grecu, Bucarest, 1958.
• mwaswPapa Pio II, mwas0Historia rerum ubique gestarum locorum descriptio, ed. Helmstedt, 1609.
• mwas8Ducas, mwataHistoria turco-bizantina 1341-1462, ed. Michele Puglia, Rimini, 2008, ISBN 88-8474-164-5.

Studi

• Cazacu, Matei (2006), mwatuDracula. La vera storia di Vlad III l'Impalatore, Milano, ISBN 88-04-55392-8.
• Florescu, Radu R. [e] McNally, Raymond T. (1989), mwatgDracula: Prince of Many Faces.
• Giurescu, Constantin C. [e] Dinu C. (1976), mwatoIstoria Romanilormwats : volume II (1352-1606), mwatwBucarest.
• mwat4Iorga, Nicolae (1937), mwat8Histoire des Roumainsmwaua : volume IV, Les chevaliers, Bucarest.
• Iorga, Nicolae (1930), mwauiDomni români după portrete și fresce contemporane, Sibiu.
• Minea, I (1928), mwauqVlad Dracul si vremea sa, Iasi.
• Treptow, Kurt W. (1991), mwauyDraculamwauc : essays on the life and times of Vlad Țepeș, New York.
• Trow, M.J. (2003), mwaukVlad the Impaler, Glouchestershire.
• mwausXenopol, Alexandru D (1896), mwauwHistoire des Roumains de la Dacie trajanemwau0 : Depuis les origines jusqu'à l'union des principautésmwau4 : Tome I des origines à 1633, mwau8Parigi, Ernest Leroux.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• mwavw(EN) mwav0Genealogia dei Basarabidi su genealogy.euweb.cz
• mwav8(EN) mwawaGenealogia dei Mușatini su genealogy.euweb.cz